5 aspetti per scegliere il PIM per la tua azienda

La trasformazione digitale inizia qui

Nelle scelta di un PIM Product Information Management per la tua azienda, la prima valutazione è interna, cioè comprendere chiaramente il contesto, quindi lo stato di fatto sui seguenti punti:

  • cultura aziendale in termini di organizzazione delle informazioni
  • modus operandi attuale, indice della sostenibilità di una conversione degli operatori coinvolti
  • disponibilità di basi date strutturate (Gestionali, ERP, PLM, PDM, CRM, ecc.) fonti da allacciare al PIM

La seconda valutazione riguarda l’esterno e quindi come si stanno muovendo i nostri competitor, che strumenti hanno adottato e come stanno digitalizzando la loro azienda per essere maggiormente competitivi.

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Come scegliere il PIM software

Abbiamo identificato 5 aspetti che ti aiuteranno a scegliere il PIM software migliore per la tua azienda, ottenendo vantaggi immediati, semplificando la gestione dei tuoi strumenti di comunicazione e di vendita:

Adottabilità

Se l’azienda si affaccia per la prima volta a questo tema, dovrà curarsi principalmente dell’adottabilità della soluzione PIM, cioè della facilità d’apprendimento del software da parte dei redattori delle informazioni (uff. tecnico, R&D, commerciale, comunicazione e marketing, figure che generalmente hanno confidenza col prodotto ma non esperti di gestione del dato).
Sottovalutare questo aspetto “umano” rischia di vanificare un intervento potenzialmente rivoluzionario.

Stampe di anteprima

Un prerequisito fondamentale nei casi di primo impianto è la possibilità di rappresentare le informazioni in stampe d’anteprima che permettano una comoda consultazione delle informazioni, un po’ come si faceva nel controllo delle bozze dei cataloghi.
A tali strumenti sarà dato anche il compito di produrre automaticamente schede tecniche, schede di prodotto, dossier commerciali ad hoc senza passare per un impaginatore.

Dato puro

Altra domanda preliminare che ci dobbiamo porre è: quali ripercussioni avrà il dato una volta organizzato? Quali destinazioni prenderà? Cartaceo, digitale o entrambi?
Spesso il ruolo è trasversale, quindi le informazioni organizzate in un PIM potranno alimentare un catalogo, un sito un e-commerce, un’app mobile, un marketplace, ecc.
Da qui ne evince un presupposto fondamentale: il dato dovrà essere puro, senza inquinamenti di attributi grafici o tag, ad esempio. Quando si incontra un PIM nato dall’impaginazione grafica, spesso non si trova questo requisito, perché pensato per una sola destinazione; la carta.

Integrazione Open Sources

Quando si valuta un PIM per destinazioni digital e cartacee, un aspetto fondamentare è la disponibilità all’integrazione, che in parte può essere dichiarata con collettori già disponibili, per citarne alcuni: SAP, Saleforce, Magento, Woocommerce.
In realtà l’aspetto che determinerà la longevità dell’impianto è la disponibilità del codice sorgente, una soluzione Open Sources, ad esempio, garantirà ampia disponibilità e facilità di qualsivoglia integrazione futura.

Localizzazione linguistica

Altra funzione che non può mancare è un sistema di controllo delle frasi e quindi delle relative traduzioni in lingua.
Tale presidio automatico permetterà di mantenere un linguaggio coerente e soprattutto di capitalizzare le traduzioni limitando il costo delle stesse in futuro. Connessioni con i principali sistemi di traduzione assistita CAT, come SDL Trados, piuttosto che l’implementazione di sistemi di traduzione automatica quali Deepl permetteranno di eliminare i tempi di localizzazione dei nostri strumenti di comunicazione.

Perché scegliere On Page®

vantaggi che i nostri clienti hanno ottenuto grazie all’utilizzo di On Page® sono reali, concreti, immediati. Non lo diciamo noi ma loro.

Centinaia di clienti ogni giorno usano il nostro PIM e Communication Data Manager per raccogliere, organizzare, pubblicare e aggiornare i dati dei loro prodotti su cataloghi, listini prezzi, website, e-commerce e app.

Centinaia di clienti soddisfatti perché abbiamo risolto problemi veri, perché abbiamo interrotto un circolo vizioso fatto di informazioni mancanti, di errori ricorrenti, di cataloghi corretti mille volte, di siti web mai aggiornati e di spese extra non preventivate.

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