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Business internationalization

Gestione cataloghi multilingua: come automatizzarla

Gestione cataloghi multilingua: automatizza traduzioni, aggiornamenti e pubblicazione con un PIM. Dati e contenuti coerenti in ogni mercato.

Tempo di lettura 3 min
• Pubblicato il 19 Ottobre, 2026
Gestione cataloghi multilingua: come automatizzarla
Jordana Dambros

Jordana Dambros

Hai appena scoperto che il miscelatore della collezione Linea 40 non è più disponibile nella finitura cromo lucido da tre mesi. In Italia la scheda prodotto è stata aggiornata, mentre sul catalogo tedesco, quella finitura compare ancora. Sul sito francese non ne sei sicuro e qualcuno, da qualche parte, dovrebbe anche controllare l’e-commerce.

È probabilmente così che sei finito a cercare informazioni sulla gestione cataloghi multilingua.

Ci duole dirlo: il problema non sono davvero le lingue, ma continuare a gestirle come mondi separati.

Un PIM ti permette invece di partire da un’unica informazione di prodotto e governarne traduzioni, aggiornamenti, revisioni e pubblicazione multilingua.

Il principio è semplice: automatizzare ciò che è ripetitivo e affidare a linguisti esperti ciò che richiede interpretazione e creatività. È il caso dei testi con una forte componente culturale o emotiva, per i quali entra in gioco la transcreation. Ma di cosa si tratta?

Ecco perché vale la pena continuare a leggere.

Gestione cataloghi multilingua: il problema arriva dopo la traduzione

Creare la prima versione inglese di un catalogo non è poi così difficile.

La parte divertente arriva sei mesi dopo, quando cambiano 40 schede prodotto, due materiali, tre codici, un claim e magari anche qualche certificazione.

A quel punto la domanda diventa: quali traduzioni devono essere aggiornate?

Se i contenuti sono un po’ su Excel, un po’ su altri file (chissà quali), o su documenti di cui non ricordavi l’esistenza, ricostruire questa relazione diventa un lavoro nel lavoro.

È per questo che, secondo noi, parlare solo di traduzione è riduttivo.

La vera sfida della gestione cataloghi multilingua è mantenere coerente nel tempo la stessa informazione in lingue, mercati e canali differenti.

Gestione cataloghi multilingua: un prodotto, molte versioni

Il primo cambio di prospettiva è smettere di pensare per documenti: catalogo italiano, catalogo inglese, catalogo francese.

Il prodotto è solo uno, sono le sue versioni a moltiplicarsi.

Con un PIM, descrizioni, attributi tecnici, materiali, unità di misura e altri contenuti vengono gestiti all’interno di una base dati centrale, insieme alle relative varianti linguistiche.

L’informazione “temperatura massima: 180 °C” vive in un’unica base informativa, intorno alla quale possono esistere descrizioni, traduzioni e contenuti diversi per lingua e canale.

Se domani quel valore diventa 200 °C, non bisogna ricordarsi in quali file era stato scritto mesi prima. La modifica parte dalla fonte e diventa immediatamente individuabile nelle versioni che ne dipendono.

È questo, più della traduzione in sé, che rende il multilingua sostenibile.

Automatizzare traduzioni e pubblicazione multilingua

C’è poi un’enorme quantità di lavoro che le aziende continuano a fare continuamente senza una vera ragione.

Parole, formule e descrizioni ricorrenti possono essere centralizzate e riutilizzate, migliorando sia la velocità sia la coerenza terminologica.

In On Page®, per esempio, il Frasario ti permette di gestire contenuti e traduzioni riutilizzabili all’interno del processo editoriale.

Da qui è possibile costruire workflow più efficienti: individuare i testi nuovi o modificati, avviare la traduzione, controllare lo stato e distribuire i contenuti approvati sui diversi touchpoint. Ovviamente una descrizione non deve soltanto essere corretta in inglese, ma deve esserlo anche sul sito, sull’e-commerce, sul marketplace e nel catalogo PDF.

Transcreation: quando tradurre non basta

Prendiamo un’azienda che produce lampade di design. Nella scheda di una sospensione troviamo dati come 3000 K, 18 W, finitura ottone satinato. Qui serve precisione: le informazioni devono restare identiche in ogni lingua.

Poi, però, arriva il claim: “La luce che accende l’atmosfera.”

Tradurlo parola per parola può restituire una frase corretta ma poco naturale o poco efficace, perché qui stiamo trasferendo un tono di voce e una promessa di brand.

È qui che entra in gioco la transcreation (translation + creation): l’adattamento creativo di un messaggio per mantenere, nella lingua di destinazione, lo stesso effetto comunicativo dell’originale.

Maka, nostro partner, lavora proprio su questo tipo di contenuti, adattando testi marketing, slogan e comunicazione di brand ai diversi mercati.

Per questo, nella gestione di un catalogo multilingua, è utile distinguere fin dall’inizio i contenuti: i dati devono rimanere identici, i messaggi devono rimanere efficaci. 

Serve una fonte affidabile

Se sei arrivato qui perché una modifica si era persa tra i vari cataloghi, speriamo che ora una cosa sia più chiara: quello che devi fare è costruire un sistema in cui ogni aggiornamento abbia un punto di partenza preciso e un percorso altrettanto chiaro.

Così, la prossima volta che cambia una scheda prodotto, non dovrai aprire cinque file, scrivere tre email e affidarti alla memoria di qualcuno.

E già questo, francamente, non è poco.

FAQ

Come faccio a sapere quali traduzioni devono essere aggiornate quando cambia una scheda prodotto?

Con un PIM le versioni linguistiche restano collegate alla stessa informazione di prodotto, così è più semplice individuare quali contenuti devono essere rivisti dopo una modifica.

Come evitare di tradurre più volte gli stessi contenuti?

Centralizzando termini, descrizioni e traduzioni già approvate, è possibile riutilizzarle dove ricorrono e ridurre lavoro duplicato e incoerenze terminologiche.

Come mantenere allineati catalogo, sito, e-commerce e marketplace nelle diverse lingue?

La pubblicazione multilingua diventa più gestibile quando tutti i canali partono dalla stessa base dati, invece di essere aggiornati separatamente.

Quando basta una traduzione e quando serve la transcreation?

Dipende dal tipo di contenuto. Dati tecnici, attributi e terminologia richiedono soprattutto precisione e coerenza. Claim, descrizioni commerciali e contenuti editoriali di brand possono invece aver bisogno di transcreation, per mantenere tono ed efficacia anche nel mercato di destinazione.

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