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Product catalogs and price lists

PIM vs Excel: ma davvero stiamo ancora gestendo i prodotti così?

PIM vs Excel per gestire i dati prodotto: scopri i limiti di Excel, i trend PIM 2025–2026 e scegli la soluzione.

Tempo di lettura 4 min
Pubblicato il 10 Giugno, 2026
PIM vs Excel: ma davvero stiamo ancora gestendo i prodotti così?
Jordana Dambros Felchilcher

Jordana Dambros Felchilcher

In questo articolo facciamo un confronto onesto: PIM vs Excel. Vediamo dove finisce la comodità del foglio di calcolo e dove inizia il vero business.

Siamo onesti: se lavori nel marketing B2B o nel manifatturiero, Excel è probabilmente la tua coperta di Linus. Lo sanno usare tutti, non costa nulla (all’apparenza) e ti permette di gestire un po’ di tutto in totale libertà. Ma ecco il problema: nel 2026, cercare di gestire un catalogo multicanale su un foglio di calcolo è come provare a correre un Gran Premio su una Panda.I numeri non mentono: una scheda prodotto fatta come si deve alza le conversioni del 30-50% e dimezza i tempi di lancio. Non stupisce che il mercato del PIM (Product Information Management) stia letteralmente esplodendo: da 20,95 miliardi di dollari nel 2025 a 25,22 miliardi nel 2026, con una proiezione a 121,48 miliardi entro il 2035.

Fonte: Precedence research

Perché confrontare PIM e Excel?

Excel non è “il male”. Se hai tre prodotti in croce e li vendi solo sottocasa, va benissimo. Ma quando la tua azienda cresce, quello che era uno strumento agile diventa una prigione di righe e colonne.

La gestione delle informazioni di prodotto su Excel ha un costo nascosto enorme. La qualità scadente delle informazioni di prodotto costa alle aziende in media 12,9 milioni di dollari l’anno. Allo stesso tempo, l’adozione di PIM cresce grazie alla necessità di centralizzare i dati e rispondere ai rischi crescenti di cyber‑attacchi e di normative più severe.

Scegliere tra un PIM e un foglio di calcolo non è una sfida tra software, ma una scelta strategica: vuoi continuare a tappare i buchi o vuoi un sistema che faccia correre le tue vendite?

Limiti emergenti di Excel nella gestione delle informazioni di prodotto

Errori e mancanza di controllo (ovvero: la fiera del refuso)

L’errore umano è dietro l’angolo e Excel lo adora. Pare che l’88% dei fogli di calcolo aziendali contenga errori. Una virgola al posto di un punto, un “kg” scritto male, un copia-incolla selvaggio… e puff: online finisce un prezzo sbagliato o una certificazione mancante. Excel non ti dice “ehi, questo campo è obbligatorio”, ti lascia sbagliare in santa pace. E tu paghi le conseguenze.

Collaborazione e versioni: il caos

Scommetto che anche tu hai una cartella piena di file tipo: catalogo_FINALE_rev_03_per_sergio.xlsx. 

Chi ha l’ultima versione? Chi ha cambiato quel codice SKU? Con Excel la collaborazione è un terno al lotto. Non c’è uno storico, non sai chi ha fatto cosa e il rischio di sovrascrivere il lavoro di un collega è altissimo. È l’opposto di una fonte unica di verità.

Scalabilità, varianti e multicanalità

Appena provi ad aggiungere varianti (taglie, colori, materiali) o a vendere su tre marketplace diversi in cinque lingue, Excel alza bandiera bianca. Gestire la multicanalità e le alternative a Excel diventa una necessità fisica quando ti rendi conto che passare i dati dal file al sito ti porta via intere settimane.

Spoiler: il tuo marketing dovrebbe fare strategia, non data-entry.

Evoluzione dei PIM: tendenze 2025–2026

I PIM di oggi non sono più solo dei database polverosi. Sono diventati dei veri e propri centri di comando intelligenti.

  • Cloud e Sicurezza: Basta file salvati sul desktop. Tutto è centralizzato, sicuro e accessibile ovunque. Con l’aumento degli attacchi hacker, tenere le informazioni di prodotto libere su file Excel è un rischio che non vuoi correre.
  • AI e PXM (Product Experience Management): Qui viene il bello. I PIM moderni usano l’intelligenza artificiale per scriverti le descrizioni, tradurle e persino suggerirti come migliorare le foto per vendere di più.
  • Integrazione totale: Il PIM parla con l’ERP, con il tuo e-commerce e con i marketplace. Tu cambi un dato una volta sola, e lui lo spedisce ovunque.

Quando passare da Excel a un PIM. Segnali che Excel ti sta stretto

Se ti ritrovi in almeno due di questi punti, è ora di cambiare:

  1. Hai più di 500 prodotti (o varianti).
  2. Il tuo team perde la testa dietro a troppe versioni dello stesso file.
  3. Vendi all’estero o su più piattaforme.
  4. Lanciare un nuovo prodotto è un’agonia di settimane.

    Benefici misurabili: meno stress, più vendite

    Chi passa a un PIM serio riduce il time-to-market del 60-75%. Significa arrivare prima della concorrenza. In più, la qualità delle informazioni migliora talmente tanto che i clienti si fidano di più e comprano più volentieri. Meno errori = meno resi = più margine. Facile, no?

    Valutare costi e ROI

    Sì, un PIM costa più di una licenza Office. Ma quanto ti costa oggi il tempo perso dal tuo team? Quanto ti costano gli errori? Il calcolo del ROI non è sulle licenze, ma sulla libertà che ridai al tuo marketing di generare fatturato invece di pulire celle di Excel.

    Criteri di scelta per PMI e aziende strutturate

    Per scegliere la piattaforma PIM più adatta, tu, responsabile marketing, dovresti valutare diversi criteri:

    • Scalabilità: il Cloud prima di tutto. Scegli una piattaforma che cresca con te. Il cloud ti permette di aggiungere utenti e funzioni in un click, senza dover resettare tutto o fermare il lavoro ogni volta che il business si allarga.
    • AI e Automazioni (perché il tempo è prezioso). Assicurati che ci sia l’intelligenza artificiale per scrivere descrizioni in automatico o analizzare come si muovono i clienti. Meno lavoro manuale per te, più tempo per la strategia.
    • Connessione totale. Un PIM non è un’isola: deve parlare con il tuo gestionale (ERP), il sito e-commerce e l’archivio immagini (DAM). Se i sistemi comunicano bene, le informazioni sono sempre giuste ovunque.
    • Sicurezza e Controllo. Chi può modificare cosa? È fondamentale poter gestire permessi e flussi di approvazione, così sai sempre chi ha messo mano ai dati e sei in regola con le normative.
    • Facilità d’uso. Se il software è un troppo complesso, nessuno lo userà. Cerca un’interfaccia intuitiva e un buon supporto. Meglio ancora se puoi iniziare con moduli base e aggiungere pezzi col tempo.
    • Visione del futuro. Il mondo corre verso l’AI e la personalizzazione. Scegli un partner che non sia fermo al palo, ma che abbia una roadmap chiara per i trend dei prossimi anni.

    PIM vs Excel, quale strada per il marketing?

    Siamo arrivati al punto: PIM vs Excel non è una guerra. Excel è stato un ottimo compagno di viaggio, ma se vuoi giocare nel campionato dei grandi, non basta più. Il caos dei file condivisi, i refusi nelle schede prodotto e la lentezza nei lanci sono pesi che la tua azienda non può più permettersi.

    Un PIM moderno ti dà il controllo, l’automazione e quella marcia in più data dall’AI che oggi fa la differenza tra un catalogo mediocre e uno che spacca.

    Scopri la soluzione:
    Se sei stanco di impazzire tra le colonne di Excel e vuoi vedere le tue informazioni di prodotto lavorare finalmente per te, esplora le piattaforme PIM come On Page®. È ora di smettere di gestire file e iniziare a creare esperienze d’acquisto memorabili.

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